Racconti di Montagna – Nepal Trek 2008

Nepal 2008 – Alba sul Poon Hill (mt.3200) – di V. Minelli

Gli orologi all’improvviso cominciano a trillare insistentemente e mi svegliano ad un’ora impossibile. Ancora insonnolito cerco di godere ancora un po’ del calduccio del mio sacco a pelo. Allungo un braccio e scosto la tendina della finestra, fuori è buio pesto ma sento distintamente il rumore del vento
e allora mi aggomitolo nel sacco di piuma tentato a rimanere a letto. Invece le voci degli amici e i richiami degliSherpa mi spingono a vestirmi per la partenza. Infreddoliti, assonnati mettiamo il naso fuori dal lodge e subito il freddo pungente della notte ci mozza il fiato che esce in ampie volute vaporose dalle nostre bocche.
yangri-bigIn silenzio la fila si snoda per le stradine del villaggio ancora addormentato – infatti le persone savie dormono – alle luci delle frontali che aprono davanti ai nostri piedi un cono di luce lasciando tutto il resto nel buio, è come avanzare in un tunnel nero. Piano, piano i muscoli si scaldano e affrontiamo la salita che in circa 1 ora ci porta alla vetta del Poon Hill per assiste alla levata del sole e ammirare le montagne illuminate dai suoi primi raggi. Siamo arrivati e ben prestoil calore accumulato nella salita svanisce e il freddo si impadronisce dei nostri corpi. E’ difficile manovrare la macchina fotografica con gli spessi guanti che calziamo e allora dobbiamo fare alla svelta a scattare le foto prima che le dita della mano scoperta diventino insensibili e doloranti dal freddo. A poco a poco si fa giorno e all’orizzonte una lunga striscia luminosa annuncia il sorgere del sole, dietro le montagne cominciano ad illuminarsi e a prendere forma. Le prime ad accendersi ai raggi del sole sono le altissime vette del Dhaulaghiri, magnifico monolite che si erge a 8167 metri di altezza, dell’Annapurna Sud (mt.7219) con la sua maestosa parete meridionale che assomiglia ad un divano drappeggiato di un mantello bianco, infine dopo una serie di vette minori ecco illuminarsi la severa figura della vetta sacra per eccellenza, il Machapchhre (mt.6993) che con il suo inconfondibile profilo a coda di pesce disegna il cielo.
Le cime sembrano prendere fuoco e lo spettacolo è veramente unico e magico e ci ripaga ampiamente della levataccia e del freddo. Il Poon Hill si rivela un balcone eccezionalmente affacciato su uno scenario che soltanto le alte vette, i ghiacci perenni e le vertiginose pareti sanno offrire. Le foto si sprecano, si cercano le inquadrature più originali, cerchiamo di immortalare quei momenti magici, ma il sole avanza inesorabilmente nella sua ascesa e piano piano l’atmosfera surreale svanisce e anche le montagne sembrano più “normali”. Dobbiamo rientrare al villaggio perché ci aspetta una giornata di cammino verso la prossima tappa. Un’ultima rapida occhiata alle montagne così belle e così uniche e poi via verso il nostro black tee. >> vedi gallery

Vittorio Minelli