Mercoledì 20 Maggio
Anello del Monte Forato da Fornovolasco
Gruppo Escursionismo Seniores
Il Monte Forato è uno dei monti di maggior fascino delle Apuane, facile da raggiungere ed unico per la particolarità del suo foro che da sempre ha attirato escursionisti, viaggiatori e scienziati. Particolarmente spettacolari sono le albe ed i tramonti attraverso il foro, visibili, rispettivamente, dalla Versilia e dalla Garfagnana ed i passaggi della luna e di altri corpi celesti che attirano l’interesse degli astrofili.
La zona del Forato permette diverse possibilità di escursioni tra cui alcuni interessanti anelli e, volendo, è possibile percorrere anche una ferrata aerea, ma abbastanza semplice, che porta alla vetta principale.
In passato chiamato anche Penna o Pania Forata si trova interamente nel comune di Stazzema. È una vetta rocciosa con due punte (1223 e 1209 metri) caratterizzata da un grande arco naturale aperto tra le due cime che gli dà il nome.
Inoltre ha stimolato la fantasia popolare nella creazione di storie e di leggende sull’origine del foro stesso. Una grande croce è situata sulla vetta minore e da essa si gode una vista superba specialmente sul gruppo delle Panie.
La montagna è facilmente raggiungibile con diversi sentieri e, se non si soffre di vertigini, è possibile percorrere anche l’arco sommitale. Il versante della montagna verso la Versilia è prevalentemente roccioso mentre quello garfagnino è più tranquillo e boscoso.
L’anello del Monte Forato è uno dei percorsi più affascinanti offerti dal comprensorio delle Alpi Apuane, un suggestivo itinerario ad anello che si snoda tra creste montuose e fitti boschi. I neofiti del trekking inoltre non devono preoccuparsi in quanto la sentieristica è ben visibile e sempre curata dal CAI e dall’Ente Parco Apuane.
Il tempo di percorrenza del tragitto (a/r) è di circa 5 ore con un dislivello di 760 metri. L’itinerario parte poco sopra Fornovolasco.
Fornovolasco (480 m), situato alla confluenza dei tre torrenti che danno origine alla Turrite di Gallicano. Il paese fu fondato nel ‘600 da una colonia di fabbri bresciani che vi impiantarono i forni e le fucine che servivano alla trasformazione dei minerali ferrosi estratti nelle vicine miniere del Trimpello, oggi abbandonate.
Nei pressi di una curva a destra si oltrepassa la turrite di Gallicano e si lasciano le auto per imboccare il sentiero CAI n. 116 che, in breve, raggiunge la grotta “Tana che Urla”, una stupenda grotta, percorsa da un fiume sotterraneo, accessibile solo agli speleologi.
Sempre seguendo il CAI 116 si costeggia il corso della Turrite fino alla sorgente situata vicino ai ruderi della Chiesaccia, antico ospitale circondato da un alone di mistero.
La salita, ora diventa più impegnativa, fino a raggiungere la Foce di Petrosciana, importante punto di valico che connette con Stazzema.
Dalla Foce parte il sentiero CAI 110, per l’attacco della Ferrata R. Salvatori, che noi non percorreremo perché classificato EE ma prenderemo il sentiero CAI 131 fino alla località casa di monte, per iniziare la salita tramite il sentiero CAI 120, salita impegnativa che percorreremo fino a sotto l’arco del Monte Forato e da dove potremmo raggiungere foce di valli.
Per il rientro, facendo attenzione si scende nuovamente a casa di monte e poi alle auto tramite il sentiero CAI 120, facendo molta attenzione alle pietre e alle radici sporgenti presenti sul terreno.
Il percorso non presenta difficoltà estreme ma è sempre una salita su terreno impervio, dove prestare attenzione e da non fare se bagnato.

