Giovedì 6 novembre
Escursione a Lentula Treppio Taviano
Gruppo Escursionismo Seniores
L’escursione interessa porzione del margine settentrionale del territorio provinciale, presso il confine con le province di Prato e Bologna, attraverso le vallate delle tre Limentre.
Si parte da Lèntula (m 535 slm), sulla sponda sinistra della Limentra Orientale o di Treppio, antica sede di una dogana granducale ed oggi, d’estate, riviera fluviale per i frequentatori e gli abitanti dei paesi d’intorno.
Percorso poco meno di un km sull’asfalto della Provinciale 24 Pistoia-Riola, giungiamo ai Due Fiumi, zona di confluenza della Limentrella nella Limentra orientale, e dopo aver attraversato il ponte di Lentula imbocchiamo una larga carrareccia che ci porta, per il bosco che costeggia la Limentrella, a Casa Bertini (m 630), la prima delle borgate che formano il paese di Treppio, un tempo il più popoloso del Comune di Sambuca.
Risalendo Casa Bertini e poi le Noci, giungiamo in prossimità del Convento, Casa Madre delle Suore Mantellate (1861), a poca distanza dal centro comunitario del paese intorno alla monumentale Chiesa di San Michele Arcangelo con la sua bella facciata settecentesca in pietra serena e, all’interno, il maestoso organo di Pietro Agati; poco più ad ovest Villa Gargallo con alcuni esemplari di sequoia nel suo parco.
Qui potremmo sostare per un caffè, presso il Circolo del paese. Ritorniamo verso il Convento, costeggiando il quale proseguiamo per Casa Ulivi e per la Vandaia e arriviamo a Castello, la parte più alta di Treppio (m 750).
Usciti dalla borgata si imbocca la mulattiera che in breve ci porta a Panigale (m 845), nucleo al centro di un’area pianeggiante in gran parte coperta da castagneti. Qui ci accoglierà il calore fumante di un metato (o seccatoio) in funzione.
Riprendiamo la mulattiera che attraversa selve di castagni e ci conduce a Collina di Treppio (m 950), per proseguire verso il valico, passando accanto a Casetta bruciata (m 1000), l’ultimo edificio rurale alle pendici de L’Uccellaia.
Ancora un tratto in salita, per campi inselvatichiti e boschi di faggi e di castagni, e siamo al passo (m 1087) nei cui pressi, verso sud e a monte di esso, sorge La Memoria dell’estremo sacrificio del partigiano Magnino Magni, che qui cadde combattendo il 17 aprile 1944.
Prima di intraprendere la lunga discesa che che ci portrà a Taviano, possiamo sostare per il pranzo intorno al Passo, dove il sentiero CAI 165, che stiamo percorrendo, incrocia il sentiero CAI 167 che congiunge Badia a Taona con Badi e Riola.
La discesa su Case Mignani (m 913) avviene su uno stretto sentiero, in alcuni punti ancora selciato e talora sostenuto da muri in sasso su affioranti strati di arenaria, che taglia trasversalmente il ripido versante a sud ovest dell’Uccellaia, nell’alta valle della Forra di Caviana, coperta da un bosco misto che in autunno si accende di tanti colori.
Lungo il cammino possiamo osservare Castello di Sambuca, il Convento di Santa Maria del Giglio ed altri nuclei sparsi sull’altro versante della valle della Limentra di Sambuca. Da Case Mignani a Caviana il percorso è su strada asfaltata.
A Caviana (m 838) imbocchiamo di nuovo l’antica mulattiera interamente lastricata che si srotola con innumerevoli tornanti fino al fondovalle. Attraversiamo il piccolo
nucleo di Falabuia a metà del percorso verso Taviano, in prossimità del quale la mulattiera è interessata per un breve tratto da una vecchia frana.
Arriviamo a Taviano (m 505), anch’esso un tempo sede di dogana granducale, percorrendo un breve tratto della Statale Porrettana e raggiungiamo la piazza del Municipio, dove avremo lasciato, all’andata, un’auto per portare i guidatori a recuperare le altre automobili a Lentula.

