Giovedì 7 Maggio
Taviano – Sambucone - Taviano
Gruppo Escursionismo Seniores
L’escursione interessa la zona circostante il Castello di Sambuca, territorio di confine fra Emilia e Toscana, nel quale la storia ha lasciato tracce significative del confronto, anche militare, che per secoli ha caratterizzato i rapporti fra Bologna e Pistoia.
Saliremo dal fondovalle solcato dalla Limentra di Sambuca, passando per piccoli pianori dal quale lo sguardo potrà spaziare intorno, fino al crinale che divide dalla valle del Reno, che percorreremo per un buon tratto verso sud e sul quale troveremo tracce del Castrum Sambuchonis come un antico inventario dei beni del Comune di Pistoia, risalente al 1382, definisce una fortificazione posta sopra il Castello di Sambuca per garantire “alla rocca l’ingresso e l’uscita in sicurezza e il soccorso”.
Il cammino inizia dalla piazza davanti al Municipio di Sambuca Pistoiese, a Taviano (m 505 slm), dove lasciamo le auto. Ci incamminiamo in direzione nord, percorrendo un breve tratto della Strada Statale Porrettana per imboccare, dopo alcune centinaia di metri, una salitella a sx che ci conduce all’inizio della mulattiera per Bubbiana, antico nucleo abitato già nel 1078, ora in completa rovina. Lo lambiremo passando per Querciola, un tempo campi coltivati dominati da un monumentale Leccio, specie inusuale su queste montagne, forse piantato da un carbonaio al ritorno dalla “macchia” corsa o maremmana.
Arrivati a La Capanna (m 705) imbocchiamo il tratto della Via Francesca che sale da Pavana (CAI 159 e 163) e dopo circa 600 metri siamo alla Porta Bolognese (resti) di Castello di Sambuca (m 710). Lo attraversiamo salendo e dal prato fra la Rocca (m 746) e il Cimitero inizia la bella mulattiera (CAI 165) selciata e sostenuta da alti muri a secco.
In una abetina troviamo sul lato di monte le rovine di un antico mulino, detto Mulinaccio, il cui bottaccio veniva alimentato da una ricca fonte più a m nte. Lungo la via, che prosegue tra castagneti, troveremo un tabernacolo a pilastrino, chiamato Madonnina dei Fossi, e più avanti una bella fonte con lavatoio a breve distanza da Case Bettini (m 844), sorta di terrazza panoramica sulla valle del Reno.
Attraversiamo la Piana per arrivare a Pratopiano (m 892) e poi raggiungere Le Casette (m 915) da dove inizia il sentiero (CAI 161) che porta verso crinale e, volendo, a Poggio la Croce (m 1059), percorrendo una deviazione a destra di circa 300 metri.
Ripreso il 161 aggiriamo le pendici orientali di Poggio Torraccia e raggiungiamo il bivio che conduce in salita ai resti del Sambucone (m 1071), presso i quali possiamo sostare per il pranzo all’ombra del bosco circostante. Ritornati sul sentiero proseguiamo verso sud vicino al crinale, che superiamo dopo il Poggio Ca’ di Marco per portarci sul versante del Reno da dove scorgiamo i paesi di Lùstrola e Granaglione.
Dopo aver superato un quadrivio (Crojetta, m 1000) incrociamo un singolare vallone di quota, Le Bughe, al cui interno troviamo poderosi muri a secco che la tradizione popolare attribuisce ad un antico luogo di sepolture. Poco altre siamo al bivio col sentiero CAI 163 (m 987) che ci porta a Pian di Casale (m 917), a Casale (m 950) e a Ca’ di Giamba (m 838) per proseguire in direzione di Castello di Sambuca attraverso castagneti degradati. Lungo la via incontriamo una rustica cappellina dedicata a Sant’Antonio e poco dopo il Fosso omonimo, seguito da quello del Bucine e dal Fosso della Canale che convergono, più a valle, a formare il Fosso dell’Uncisa.
Dopo una salitella siamo al piccolo nucleo Serra dei Sarti (m 750) e in breve di nuovo a Castello di Sambuca, questa volta all’ingresso meridionale (m 712), presso il quale troviamo la fonte del paese. Ripreso l’itinerario CAI 165 su strada asfaltata in dieci minuti arriviamo al Convento di Santa Maria del Giglio (m 692), da dove inizia la la mulattiera selciata che in circa 30 minuti, attraverso numerosi e dolci tornanti, ci riporta al Mulino di Taviano (m 510) e, attraverso due ponti, in piazza Sandro Pertini, dove abbiamo lasciato le auto.

